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Il colore dei guanti in nitrile ha importanza?

13 ago
Tempo di lettura: 5 min

Risposta breve: sì, ma non nel modo in cui la maggior parte delle persone pensa. Il colore non cambia la resistenza del guanto né la sua resistenza alle sostanze chimiche. Cambia invece ciò che vedi sulla mano durante il lavoro, e questo influisce in modo molto concreto su sicurezza e igiene. Per questo in alcuni settori lo standard è il nero e in altri il blu.


Da dove vengono in generale i colori dei guanti


I primi guanti in nitrile furono colorati di blu per un motivo semplice: per distinguersi a prima vista dai guanti bianchi in lattice. Con il crescente numero di sensibilizzazioni al lattice non era estetica, ma una questione di sicurezza. Oggi la tavolozza è molto più ampia, ma il meccanismo è rimasto lo stesso. Il colore del guanto è un veicolo di informazione, non un parametro tecnico.


Il colore influisce sulla resistenza del guanto in nitrile


No. Il pigmento si aggiunge alla massa di nitrile nella fase di produzione e non influisce sulla resistenza alla trazione, alla perforazione né sulla tenuta della barriera chimica. Un guanto nero e uno blu fatti con la stessa miscela e dello stesso spessore proteggeranno la mano esattamente allo stesso modo.


Vale la pena dirlo apertamente, perché in rete persiste la convinzione che il nitrile nero sia «più forte». Deriva dalla storia del mercato. Una parte dei produttori introduceva formule industriali più spesse proprio in nero, per distinguerle nettamente dai guanti diagnostici più sottili. Forte era la formula e lo spessore, non il colore. Se vuoi sapere quanto un guanto resiste davvero, guarda lo spessore, le norme e la categoria del dispositivo di protezione individuale, non la tonalità.


C'è un'eccezione che vale la pena conoscere: la qualità del pigmento stesso conta. Un colorante contaminato con particelle irregolari può creare nella struttura della gomma punti deboli e aumentare il rischio di irritazioni cutanee. È però un argomento per scegliere un produttore che sa quello che fa, non per scegliere un colore specifico.


Cosa cambia davvero il colore nella pratica



Visibilità di sporco e danni


Un guanto chiaro mostra tutto: una goccia d'olio, una traccia di grasso, un'usura, una piccola perforazione. Uno scuro maschera efficacemente le stesse cose. A seconda della postazione l'una o l'altra cosa è un vantaggio.


In laboratorio, nel controllo qualità o nel lavoro con i liquidi vuoi notare ogni contaminazione in un secondo. In officina dopo un'ora al motore tutto sarà comunque nero, quindi è meglio che il guanto sembri in ordine fino alla fine del turno e che nessuno lo cambi ogni dieci minuti solo per l'aspetto.


Percezione da parte del cliente


I guanti neri hanno dominato il tatuaggio, l'estetica, il barbiere e il detailing non senza motivo. Non fanno pensare all'ospedale, stanno bene nelle foto e non mostrano pigmento né vernice. È un argomento reale ovunque si lavori sotto gli occhi del cliente.


Codifica a colori delle postazioni


Negli stabilimenti in cui bisogna separare zone o fasi del processo, assegnare a ogni zona un colore diverso di guanti è la più semplice protezione possibile dalla contaminazione crociata. Non serve spiegare né controllare nulla, basta guardare le mani.


Guanti doppi


Nei lavori in cui si verificano spesso abrasioni, funziona bene indossare due paia di colori diversi, con quello più chiaro sotto. La rottura dello strato esterno si vede subito, perché dal foro traspare un altro colore.


Ristorazione e industria alimentare: qui il colore è già una procedura


Il blu nel settore alimentare non è una questione di gusto. Non compare naturalmente negli alimenti, quindi un frammento di guanto strappato si vede subito sul prodotto. Lo standard BRCGS Food Safety nel requisito sul personale (clausola 7.4.5) dice esplicitamente che i guanti devono essere monouso, idonei al contatto con gli alimenti, integri e di un colore nettamente distinguibile, preferibilmente blu.



E qui vale la pena dissipare un malinteso che ripetono molti negozi e blog: non è il regolamento (CE) 1935/2004 a imporre il colore blu dei guanti. Il regolamento 1935/2004 riguarda il fatto che i materiali destinati al contatto con gli alimenti non cedano ad essi sostanze in quantità pericolose per la salute. Del colore non dice una parola. Il requisito di un colore netto e contrastante deriva dagli standard di sicurezza alimentare e dai requisiti di audit, come BRCGS o IFS, e dalle procedure HACCP aziendali attuate sulla base del regolamento (CE) 852/2004. L'effetto è lo stesso, ma se prepari la documentazione o ti prepari a un audit, è meglio sapere dove questo requisito è davvero scritto.


Quale colore di guanti in nitrile per quale lavoro



Nero. Officina auto, meccanica, assistenza macchine, detailing, lavori con vernici e colle, tatuaggio, estetica, barbiere. Ovunque lo sporco sia inevitabile e non debba essere visibile.


Blu. Ristorazione, catering, trasformazione alimentare, laboratori, controllo qualità, aree coperte da HACCP. Ovunque lo sporco e il danno debbano essere visibili subito.


Arancione. Lavori in cui conta la visibilità della sola mano: postazioni poco illuminate, interventi in profondità in una macchina, montaggio, assistenza sul campo. È utile anche dove più persone lavorano a una postazione comune e vuoi vedere subito di chi è la mano.


Cosa guardare al posto del colore


Scegli il colore per ultimo. Prima controlla i parametri che davvero decidono la protezione:


  • lo spessore del guanto, perché influisce sulla resistenza alla permeazione delle sostanze chimiche e sul comfort nel lavoro prolungato

  • la categoria del dispositivo di protezione individuale e il tipo, ad esempio categoria III tipo B nel contatto con sostanze chimiche

  • le norme: EN ISO 374-1 per la resistenza chimica, EN ISO 374-5 per i microrganismi, EN 388 per i rischi meccanici, EN ISO 21420 per i requisiti generali

  • il livello AQL, cioè il livello accettabile di tenuta del lotto

  • l'assenza di polvere, lattice e tiurami, se ti interessa ridurre il rischio di irritazioni

  • la texture della superficie, perché da essa dipende la sicurezza della presa su elementi bagnati e oleosi

  • la lunghezza del polsino, soprattutto nel lavoro con i liquidi

  • l'idoneità al contatto con gli alimenti, se i guanti devono entrare in cucina o in una linea di produzione


Vale anche la pena ricordare che un nitrile più spesso dà una migliore resistenza alla permeazione delle sostanze chimiche, ma non è automaticamente più resistente alla perforazione con un utensile affilato. Sono due cose diverse e due norme diverse.


Gripzzly: tre colori, la stessa forza


I guanti in nitrile Gripzzly sono disponibili in tre colori: arancione, nero e blu, e inoltre nella versione Gripzzly X con polsino esteso per il lavoro con i liquidi. Tutte le versioni sono lo stesso nitrile spesso con texture a diamante antiscivolo, senza polvere, privo di lattice e tiurami, dispositivo di protezione individuale di categoria III tipo B, conforme a EN ISO 374-5 e ASTM F 1671, sicuro a contatto con gli alimenti.

Il colore qui non cambia il livello di protezione. Cambia a quale postazione il guanto si adatta meglio. Scegli quello che ti facilita il lavoro, non quello che sembra più minaccioso.



Domande frequenti


I guanti in nitrile neri sono più resistenti di quelli blu? No, se parliamo dello stesso guanto in due colori. Il pigmento non cambia la resistenza. Le differenze derivano da spessore e formula, non dal colore.


Perché nella ristorazione si usano guanti blu? Perché il blu non compare naturalmente negli alimenti, quindi un frammento staccato del guanto si vede subito nel prodotto. È un requisito degli standard di sicurezza alimentare e degli audit, non della sola norma sui materiali a contatto con gli alimenti.


Il colore dei guanti ha rilevanza giuridica? Le norme UE sui dispositivi di protezione individuale e sui materiali a contatto con gli alimenti non impongono un colore. Lo fanno invece gli standard di settore, i requisiti di audit e le procedure interne degli stabilimenti.


Che colore di guanti scegliere per l'officina? Nero, se vuoi mascherare grasso e olio. Arancione, se è più importante la visibilità della mano con poca luce o in spazi stretti.


Si possono usare guanti neri per gli alimenti? Tecnicamente sì, se il guanto ha l'idoneità al contatto con gli alimenti. Negli stabilimenti soggetti ad audit alimentari lo standard sarà però il blu, quindi il nero funziona piuttosto in una cucina domestica che su una linea di produzione.

 
 
 

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